Cosi' il presidente iraniano Ebrahim Raisi sabato all'Università Al Zahra di Tehran in una celebrazione per commemorare l'inizio dell'anno accademico.
Tehran ad alcune citta' del paese hanno assistito a giorni di disordini e rivolte col pretesto della morte della 22enne Mahsa Amini, che è crollata in un ufficio di polizia nella capitale e ha perso la vita nonostante le cure mediche intensive e gli sforzi di rianimazione.
"Studenti e professori iraniani non consentiranno ai nemici di vedere realizzati i propri sogni sbagliati. Il nemico pensava di poter realizzare i propri sogni nelle università, ignaro che i nostri studenti e professori sono svegli e non permetteranno che i sogni sbagliati del nemico si avverino”, ha precisato il capo dello Stato, definendo le università e i centri di ricerca dell’Iran il “think tank” del governo. Nel suo discorso, Raisi ha evidenziato che il 60 per cento del corpo studentesco iraniano è costituito da ragazze e che, a seguito della Rivoluzione islamica, “molte donne hanno brillato nelle arene accademiche del Paese e hanno potuto sfoggiare le proprie capacità anche nelle arene internazionali”. Il presidente ha poi fatto un breve riferimento ai negoziati sull’accordo sul nucleare iraniano affermando: “Abbiamo annunciato fin dall’inizio che non lasceremo il tavolo delle trattative, ma ci atterremo a negoziati onorevoli”.
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